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Costi delle prestazioni ospedaliere: operazione trasparenza in Lombardia
03/02/2012 - Costi delle prestazioni ospedaliere: operazione trasparenza in Lombardia.
Fa molto discutere questa novità introdotta in Regione Lombardia da alcune linee guida emanate proprio a ridosso del Natale: in ogni referto relativo a ricoveri o interventi specialistici, nelle lettere di dimissione e in tutte le comunicazioni col paziente sarà riportato il costo delle prestazioni: “E' un'operazione di trasparenza e corresponsabilità, che consente al cittadino di sapere in quale parte la comunità in cui vive finanzia, con le sue tasse, le prestazioni sanitarie che riceve, e a quanto ammonta il suo contributo specifico. Non ritengo umiliante che il cittadino sappia che la comunità lo sta aiutando tramite i principi della sussidiarietà”.
Così l'assessore lombardo alla Sanità, Luciano Bresciani, ha spiegato le motivazioni di questa innovazione.
Le critiche si sono mosse da subito: secondo alcuni la scelta risulterebbe umiliante, in quanto il cittadino, in realtà, paga già le proprie tasse per il servizio sanitario che riceve. “La Lombardia è l'unica regione a realizzare questa misura, che dunque è un valore aggiunto – commenta Emilio Pozzi, presidente dell'ordine dei medici di Bergamo – Se ho fiducia nel medico, perché dovrebbe essere umiliante sapere quanto costa il mio ricovero o una visita specialistica? Anzi, se pago un ticket 'robusto', sapere quanto paga la Regione mi rende più accettabile spendere la cifra richiesta”.
Dello stesso avviso anche Guido Marinoni, componente del comitato centrale della Fnomceo. “Mi sembra un segno di trasparenza e responsabilità – rileva - Un gesto di chiarezza e civiltà. Visto che le risorse non sono illimitate è bene che tutti siano responsabilizzati. E comunque mi sembra che in questo momento i problemi importanti siano altri”.
L’intento, come si diceva, è rendere consapevole il contribuente lombardo sui costi delle prestazioni che riceve. In questo modo potrà realizzare che il suo intervento di appendicectomia costa in realtà 1700 euro, oppure che per un bypass coronarico si spendono oltre 22mila euro, o ancora che un giorno di degenza ospedaliera comporta 600-800 euro di spese, o infine che per una polmonite si devono investire ben 3.300 euro.
Sarà interessante monitorare questa esperienza e verificare eventuali influenze sui comportamenti dei cittadini dopo questa innovazione: forse, vedendo quanto costa farsi una tac o sottoporsi a una visita specialistica, lo farà insistere meno col suo medico curante per prestazioni che, a volte necessarie, non sono così essenziali come lui crede. Intanto quanto è successo coi professionisti sanitari fa ben sperare: infatti, rendere loro noto i costi dei materiali a loro disposizione per la cura e l’assistenza ai pazienti ha fatto ridurre la spesa complessiva, proprio in virtù di quella responsabilizzazione virtuosa da alcuni riportata anche a monte di questa scelta.





